Edizione 2017

È stata una festa

una bella festa: stelle cadenti; fontane animate; immagini che emergono dall’acqua; boschi incantati; funghi luminosi; buchi nel cielo; pezzi di cielo fra gli archi; muri e scheletri di cemento resi vivi dalla luce. Una meraviglia durata tre giorni. Arte che genera stupore, come nei bambini, che dicono “facciamo che io ero…”, sospendono il giudizio e si stupiscono. Questo era il progetto. Progetto e memoria sono tracce di quello che non può che essere effimero, destinato ad esistere per poco, pochissimo tempo. Tre giorni.

“Arte fuori di sé” che scorre via, emoziona, insegna, scopre, cela, coinvolge, trucca, smaschera, mente e rivela. E se ne va. Dura tre giorni. Ma resta nella memoria di chi l’ha vissuta e di chi l’ha preparata.

La realtà aumentata

Il tema centrale è stato la realtà aumentata, intesa come percezione potenziata della realtà circostante. Questo incremento percettivo ha luogo quando le informazioni ricevute vengono aumentate o sottratte di contenuto, tramite un intervento di tipo meccanico o tecnologico.
Gli strumenti tecnologici hanno sempre lavorato con la luce, servendosene o modificandola.
L’intento degli artisti è stato quello di creare delle opere che riescano a mostrare i luoghi scelti sotto una veste diversa; creare prospettive originali attraverso la fruizione delle opere. Uno sguardo del tutto originale su qualcosa che già si conosce, creando una consapevolezza e non un’illusione.
Un modo di stimolare la fantasia degli artisti tramite delle riflessioni sul rapporto tra luogo, spettatore e creazione, ma è anche un giocare finalizzato a rielaborare e rivestire il territorio.

le opere | gli artisti

Voi siete qui, ogni cosa è illuminata | Rakele Tombini

È un intervento di light design, che illumina una parte dell’ex Consorzio agrario. La luce sottolinea le problematiche, ma allo stesso tempo esalta le potenzialità intrinseche del luogo. Dapprima un’illuminazione rossa, come una ferita sanguinante nella città, poi i colori dell’arcobaleno, omaggio alle differenze.

Rakele, artista marchigiana, è diplomata in Scultura presso l’Accademia di Belle Arti a Roma. Lavora con video, fotografia, decorazione e scenografia, affrontando temi quali il riciclo di materiali dismessi intesi come “memoria collettiva”, l’impatto ambientale e la critica alla società consumistica.

T’hosognataunanotteintera | Fabrizio Cicero

L’installazione è realizzata con luminarie dal profilo a stella che ricordano quelle utilizzate in occasioni particolari in Sicilia (l’artista è messinese). Le stelle sono un messaggio di speranza e di vita che contraddice e denuncia poeticamente l’abbandono del luogo, l’ex Consorzio agrario, e induce a riflettere sulle sue molteplici possibilità di riqualificazione.

Fabrizio Cicero nasce a Barcellona Pozzo di Gotto (Messina). A Roma frequenta il corso specialistico sul cinema presso lo IED e successivamente compie l’apprendistato d’artista con Alberto di Fabio. Recentemente ha vinto il Premio Apulia Land Art Festival nell’edizione 2016.Il sogno, e l’antagonismo fra bello e brutto, demoniaco e celeste, sono temi ricorrenti nell’opera dell’artista.

The Blur | Benna

Il video proiettato sulla parete nella Torre mostra il viso di Mark Zuckerberg, il fondatore di Facebook. L’immagine del protagonista rimane fissa, mentre i colori dello sfondo e della maglietta cambiano ciclicamente. L’opera ha caratteristiche nonsense ed irriverenti, ed è aperta a ogni libera interpretazione.

Benna ha partecipato a numerosi Festival ed eventi di videoarte in tutto il mondo, tra cui Paratissima – fiera di arte contemporanea a Torino (2016); Barcelona Independent Film Festival (2014); Biennale d’arte a New York (NYBA) (2013).

 

Errore Digitale | Manifesto delle Visioni Parallele

La mostra, curata da Manifesto delle Visioni Parallele (MDVP), ha presentato una serie di opere appartenenti alla Glitch Art, corrente artistica legata alla video arte e alla fotografia, che utilizza processi informatici e digitali per trasformare il concetto di ”errore”, dandogli un connotato positivo.

“Errore Digitale” è a cura di Giacomo Carmagnola, Azamat Akhmadbaev, Domenico Barra, Troy Ford, Michael Juntai, Jessica Anderson, Dast, Chiara Cor.

Lux Speculo | Light Group

Posta all’interno della Torre, l’opera crea l’illusione ottica di una sequenza di luci rosse che si estendono all’infinito, attraverso un gioco di specchi su cui le strisce di luci LED si riflettono. Unico elemento che riporta l’occhio del riguardante alla realtà è la sagoma della Torre Civica nel centro dell’opera. Lux Speculo è stata donata dagli artisti alla città di Pomezia.

Light Group è costituito da Sabrina Caravetta, Carlotta Cioccari, Gabriele Di Napoli e Marco Di Napoli, i quali lavorano all’azienda “Superluce pubblicità”, che si occupa di grafica pubblicitaria ed oggettistica in plexiglas e luminosa.

 

Al-lumini | Pietro Mancini

Si tratta di una serie di ritratti fotografici sottovetro su un supporto di alluminio traforato e retroilluminato. Le fotografie raffigurano volti di ragazzi, nel proposito di raccontare l’adolescenza e le tematiche ad essa legate.

Pietro Mancini lavora e vive a Pomezia. È ideatore e Coordinatore di “ Officina Tom”, gruppo creativo in collaborazione con gli utenti dei Dipartimenti di Salute Mentale di Pomezia, Anzio e Velletri Laurentina.

 

The Water Tank | Opificio

La struttura su cui siamo intervenuti è il cosiddetto “Fungo”, ovvero un serbatoio dell’acqua. A trasfigurare questo non-luogo, decentrato e situato in uno spazio sconfinato, è stato un gioco di luci spettacolare, accompagnato dalle suggestive musiche di Stefano Lentini.  

Trasmutazioni urbane | Mopstudio

Si tratta di un videomapping sulla Torre civica di Piazza Indipendenza attivato dal pubblico: ogni singola vibrazione, apparentemente inavvertibile, viene captata da microfoni a contatto, e trasformata in immagini proiettate sulla Torre. I microfoni sono nascosti, così i fruitori sono protagonisti attivi e inconsapevoli del processo artistico.

Mopstudio è formato dalla scenografa iraniana Mahnaz Esmaeili e dal musicista Salvatore Passaro. Lavorano per il cinema, la televisione e il teatro e sperimentano le tecnologie nelle arti performative.

Ether’ò | Simone Palma e Diego Labonia

La superficie dell’acqua della fontana a Piazza Indipendenza diventa uno schermo su cui vengono proiettate immagini in sequenza. Le forme emergono dall’acqua come da un sogno o da un processo alchemico.  

Diego Labonia, in arte Dielab, utilizza la luce nelle sue forme installative e realizza progetti di illuminazione artistica urbana. Ha ideato l’ RGB Light Experience – Rome Glocal Brightness.

Simone Palma concentra la sua ricerca nella realizzazione di scenografie digitali per il teatro e nell’esplorare il dialogo tra uomo e macchina nel contesto della performance.

Lumenkami | Bi-Nomi

L’installazione, realizzata a Largo Catone, impiega origami in cartonato che riproducono le fattezze di animali acquatici illuminati dall’interno attraverso lampadine UV. Megattere, rane e stelle marine emettono un particolare alone fluorescente e si ha la sensazione straniante di entrare in un ambiente marino collocato nel pieno centro della città.

Bi-Nomi sono Andrea Mammucari e Biancamaria Centaroli, artisti pometini, diplomati all’ISA G.Capogrossi di Pomezia. Lui laureato in “Industrial Design” presso l’ISIA, lei tatuatrice e piercer, partecipano ad eventi ed esposizioni nel territorio laziale, come “Visionari” organizzato dall’associazione culturale “Punkrazio”o “Pomona Art & Music Festival”.

Digital Graffiti | Matthieu Tercieux e Cart1

È una video-proiezione interattiva, ideata dal celebre light artist Matthieu Tercieux e dal writer Cart’1. Non solo l’artista, ma chiunque può diventare un writer digitale, dunque il performer e parte attiva dell’opera: bastano un computer, un telecomando e un muro per schizzarvi un colore o realizzare veri e propri graffiti (in modalità virtuale!).

Matthieu Tercieux è un artista francese, si è formato alla Scuola di Belle Arti di Mulhouse. Lavora con la luce e le arti digitali, presentando le sue opere in tutto il mondo, soprattutto Vousêtesici… et ailleurs.

Cart’1 è un artista del graffito, e dal 2015 organizza il « Killartstreet art festival » in Colombia.

Cloudscapes | Entropika

L’installazione interattiva minimalista riproduce la forma della nuvola e i suoi effetti sensoriali uditivi e visivi: al passaggio sottostante delle persone, l’opera emette gli stessi suoni del tuono e si illumina come accade in natura al passaggio dei lampi. Provocando in noi le stesse sensazioni che proviamo durante un vero temporale, essa dimostra che la percezione della realtà dipende dai nostri sensi.

Entropika è un gruppo artistico italo-greco. Il progetto è stato fondato nel 2014 da Artemis Papageorgiou, artista e designer multimediale, esperta di architettura su piccola scala e di design interattivo. Successivamente si è unita al progetto la designer Gabriella Mastrangelo, specializzata in design d’interni e scienze dei materiali.

Marea | High Files

L’installazione interattiva site-specific è stata realizzata sulla fontana,non più funzionante e secca, di Piazza San Benedetto da Norcia. Inserendo una mano in una delle bacinelle colme d’acqua e toccando contemporaneamente uno degli anelli di metallo collocati sul bordo, vengono proiettati una serie di video a tema acquatico sul piano inclinato della fontana. L’operazione vuole ripristinare la funzione originale del luogo.

High Files è Tommaso Rinaldi, visual artist e stage designer. Lavora con le più importanti organizzazioni di eventi musicali a Torino ed Alessandria. Ha partecipato a vari festival, come Live Performers Meeting di Amsterdam, Nesxt Indipendent art Festival di Torino e The Others Art Fair Torino.

Dayhole | Mediamash Studio

In un’area decentrata ed ampia della città un foro improvviso squarcia e dipinge il cielo. La video-proiezione su un aerostato di un cielo diurno – con tanto di nuvole che si muovono – sullo sfondo del naturale cielo notturno si configura come un paradosso temporale e spaziale nel quale sussistono simultaneamente notte e giorno.

Mediamash è un trio di artisti fiorentini formato da Luca Mauceri (visual designer e videografo), Emiliano Renzini(allestitore di spettacoli) e Jacopo Rachlik. L’opera di Mauceri è caratterizzata dall’impiego di media tecnologici abbinati a materiali primordiali; Renzini lavora come allestitore e tecnico per la messa in scena di spettacoli ed eventi; Rachlik è attivo in ambito cinematografico e inoltre si occupa di videomapping.

gli incontri

Play Video
Play Video
Play Video
Play Video