“La sollecitazione percettiva martellante e continua ci ha abituato alla convivenza con più schermi, con sovrapposte informazioni, frammentate e generate da diverse fonti, all’oscillazione continua tra elementi di realtà e virtualità. Si manifesta un’esigenza di uscire dallo schermo per forzare i suoi limiti, distribuirsi nello spazio, integrarsi con una teatralità ambientale e performativa”.
A. Balzola, P. Rosa, L’arte fuori di sé

il festival

La dimensione virtuale ha la necessità di riappropriarsi della relazione con lo spazio.
Il teatro digitale, la realtà aumentata, il light design apparentemente distanti tra loro, hanno come comune denominatore la luce, e le innumerevoli possibilità che questo mezzo consente. La nascita di numerosi Light Festival in Europa è indice di un’alta ricettività, interesse e partecipazione del pubblico a questi spettacoli luminosi, che ben si adattano alle esigenze di spettacolo urbano. Pomezia Light Festival 2017 si è connotato dunque con la duplice forma di spettacolo e intervento ambientale. Per il “tempo sacro” dell’evento la città, i suoi edifici e le sue strutture urbanistiche sono state trasformate da interventi effimeri che le hanno dato nuova veste aumentandone il senso, abbellendola ed esaltando luoghi noti e meno noti.
 
Pomezia ha tutte le potenzialità per ospitare un evento culturale di questo tipo e lo abbiamo provato. Il prossimo obiettivo è acquisire valenza nazionale e, perché no, internazionale: è una città moderna ma allo stesso tempo con una storia importante; è snodo viario fondamentale per  spostamenti da Roma e dall’entroterra verso sud; è inoltre il polo industriale più importante del Lazio; settimo comune della regione come popolazione; sede universitaria; il territorio comunale si estende fino al mare; ha degli edifici e strutture urbanistiche che si prestano efficacemente alla realizzazione di interventi estetici luminosi; nel comune c’è forte vivacità culturale dovuta alla grande attenzione ai giovani e agli stimoli che da loro provengono. Vale a dire il luogo ideale per il Festival.


Opificio e il comune di Pomezia propongono l’organizzazione della seconda edizione del Pomezia Light Festival, che vedrà l’esposizione di opere artistiche multimediali, digitali, luminose, selezionate tra una rosa di artisti (italiani e non) che hanno risposto alla Call for Artist indetta lo scorso novembre.
Il riscontro più che positivo della prima edizione ha registrato più di 20mila presenze; 4 masterclass diurne con i massimi esperti del settore delle performing art multimediali e luminose; oltre un milione di visualizzazioni dei contenuti digitali; un evento che complessivamente ha illuminato la città con 1400 m2 di luce in un percorso di 1,5 km ospitando 30 artisti con 14 operazioni artistiche diffuse sul territorio. Con queste premesse presentiamo la seconda edizione del Festival e con l’obiettivo di alzare il tiro.
 

il tema della seconda edizione: la smart city

C’è un gran dibattere e discutere sul concetto di smart city, la concezione di città intelligente si avvicina, nel senso, nei modi, nelle finalità, alla città ideale che intellettuali e architetti del Rinascimento pensavano e a volte realizzavano. Che senso ha parlare oggi di smart city? Rifondare daccapo le città? Modificarle? È evidente che tutto rimanda ad un portato progettuale con echi rinascimentali. Con la seconda edizione del Festival esploriamo la tematica della Smart City nell’ottica dell’arte e della cultura, un’area ancora non esplorata.
Videoproiezioni, installazioni interattive, giochi di luce, saranno le opere che ridisegneranno le strade di Pomezia, neutralizzando ogni distanza tra artista e fruitore, entrambi attori sul terreno comune dello spazio urbano.
Proponiamo questo: produzione di arte sul territorio, per il territorio, con la cittadinanza. L’effimero che diventa permanente.
L’elemento della rigenerazione urbana è uno dei benefici che vogliamo scaturisca dalla relazione tra arte, territorio, artisti e cittadini.

 

Usiamo i cookie per migliorare la Vostra esperienza