L’opera licenziata da Fabrizio Cicero è costituita da un insieme di sculture luminose dal profilo a forma di stella cometa, stanziate in un luogo disastrato e per questo connotato da una particolare carica ispirante.
È l’ex Consorzio agrario, in questa occasione, la sede individuata come più appropriata ad ospitare l’opera. Nel 2013 era stato elaborato un progetto teso alla conversione dello stabile in un Teatro comunale: un proposito molto ambizioso e purtroppo rimasto per lo più solo sulla carta. I lavori, atti alla riqualificazione del complesso architettonico, hanno ricevuto una battuta di arresto sul nascere, lasciando i blocchi di fabbrica ridotti al loro scheletro.
L’installazione artistica prende vita nella sua imprescindibile relazione contestuale con il sito diroccato in cui si trova, ed infonde a sua volta nuova vita al sito stesso, sottraendolo alla sua condizione abituale di degrado.
L’effetto visivo ricercato ed ottenuto è quello di stelle comete precipitate all’improvviso in un luogo desolato; un’apparizione metafisica che sconvolge scenograficamente il senso di abbandono, di inerte solitudine della location, ed inoltre modifica la percezione dell’ex Consorzio agrario agli occhi dell’osservatore, conferendogli un nuovo significato poetico ed emozionale. L’ambiente acquista un alone sacro e magico, e viene investito di un’atmosfera sospesa, densa di mistero.
Il ruolo delle comete è quello di segnalare cambiamenti, secondo la tradizione religiosa cristologica. In questo caso si tratta di un mutamento salvifico: le stelle si fanno simbolo di una speranza che si è accesa nella presa di coscienza dei disagi, nella fattispecie urbanistici, e nell’auspicio che questi possano risolversi. Con quest’opera l’artista vuole far riflettere sul potere che i cittadini hanno nel migliorare il luogo in cui vivono e sul potere dell’arte: T’hosognataunanotteintera è la dimostrazione che l’arte può trasformare la catastrofe in meraviglia.
La scelta di utilizzare delle luminarie ha un valore peculiare, poiché sono decorazioni proprie della tradizione popolare. Inoltre non è la prima volta che Cicero fa uso di stelle luminarie, ricordiamo infatti la sua lanottes’avvicina, esposta in dicembre 2016 a Roma presso la Sala Santa Rita.
Prodotta da Andrea Schiavo – H501

Fabrizio Cicero nasce a Barcellona Pozzo di Gotto (Messina) nel 1982. A Roma frequenta il corso specialistico sul cinema presso lo IED (Istituto Europeo del Design), e successivamente compie l’apprendistato d’artista con Alberto di Fabio, che affianca in mostre tenutesi in vari Paesi, tra cui, fra gli altri, delle personali presso la Gagosian Gallery di Londra e New York. Fabrizio ha partecipato ad oltre 20 mostre (fra personali e collettive), 3 residenze e fiere d’arte, vincendo la recente residenza e personale presso l’Istituto Italiano di Cultura di Cracovia, parte del Premio Apulia Land Art Festival, che l’ha visto come vincitore nell’edizione 2016. 
Il sogno, nonché l’antagonismo fra bello e brutto, demoniaco e celeste, malattia e sanità, sono temi ricorrenti nell’opera dell’artista, che affronta con gli occhi di un bambino.

Fabrizio Cicero - T'hosognataunnotteintera
Fabrizio Cicero – T’hosognataunnotteintera (Pomezia Light Festival 2017)

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