La smart city o la città intelligente

Quando diventa intelligente una città? Quando lavora sul suo modo di mettere in relazione fra loro gli abitanti attraverso la viabilità, le architetture, i mezzi di comunicazione.

Un modo moderno di reinterpretare la visione di città ideale originaria del Rinascimento, periodo in cui architetti e intellettuali incentravano le proprie riflessioni e creazioni su questa utopia.

Le città ideali e le moderne smart city condividono lo stesso desiderio di concepire l’architettura e l’urbanistica

Modernizzandole in modo da realizzare città in cui l’armonia e la bellezza dell’architettura si sposino con la lungimiranza del governo politico e la vita  associata della comunità civica, in un gioco di delicati equilibri che fondano urbs e civitas in estetica, funzionalità e ideali.

Tre caratteristiche che spesso si sovrappongono, l’estetica e la funzionalità soprattutto nella fase architetturale e nella programmazione urbanistica, convergendo insieme verso l’ideale progettuale di una città che aderisca ad un modello filosofico, intellettuale e celebrativo.

La città può ritenersi intelligente dove  riesce a elaborare delle forme di comunicazione urbanistica e linguistica che migliorino la vita degli abitanti:

un intreccio di linguaggi, la città come habitat comunicativo dove diverse forme di linguaggio si intrecciano integrandosi e migliorandosi.

Il PLF, portando un aumento di senso attraverso le installazioni degli artisti sul tessuto urbano,  vuole essere un primo passo verso la consapevolezza, la sperimentazione, la progettazione di una Pomezia che sia almeno un seme di smart city .

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