“Il tipo di arte che abbiamo proposto come collettivo da la possibilità di essere fruita in tantissimi modi, ognuno può avere la sua visione del tipo di arte proposta”

Errore Digitale

Manifesto delle Visioni Parallele

Errore Digitale è una mostra curata da Manifesto delle Visioni Parallele (MDVP) all’interno della Torre Civica di Pomezia. Le opere sono di diverse tipologie, dalla fotografia alla video arte, ed esplorano la giovane tendenza artistica della Glitch Art.

La Glitch Art è un genere artistico strettamente connesso alla video arte e alla fotografia, che attraverso l’apporto di processi informatici e digitali trasforma il concetto e il valore dell’”errore” facendogli assumere un ruolo primeggiante in nuovi criteri e categorie. Manifesto delle Visioni Parallele presenterà una totale interpretazione di questa giovane corrente artistica coadiuvando esposizioni fotografiche a rappresentazioni digitali e live show Audio/Video.

“Errore Digitale” sarà il comun denominatore della manifestazione che mira a rappresentare tale tematica attraverso l’allestimento di supporti fotografici, televisivi e digitali a cura di Giacomo Carmagnola, Azamat Akhmadbaev, Domenico Barra, Troy Ford, Michael Juntai, Jessica Anderson, Dast, Chiara Cor.

Glitch Art al Pomezia Light Festival 2017 con Manifesto delle visioni Parallele all'interno della torre civica di Pomezia Glitch Art al Pomezia Light Festival 2017 con Manifesto delle visioni Parallele all'interno della torre civica di Pomezia Glitch Art al Pomezia Light Festival 2017 con Manifesto delle visioni Parallele all'interno della torre civica di Pomezia

 

GIACOMO CARMAGNOLA (IT) http://giacomocarmagnola.tumblr.com/

Giacomo Carmagnola sviluppa nei suoi lavori l’effetto denominato “pixel sorting” creato nel 2012 dal graphic designer Kim Asendorf. Tramite il linguaggio di programmazione si può ottenere un riordinamento dei colori basato sul loro colore, le ombre, e i punti di luce. La diversità che Carmagnola ha sviluppato nell’uso di questo codice, al contrario del suo normale processo, consiste nello sfruttare solo alcune parti della distruzione dell’immagine per mantenere intatte altre parti della fotografia originale. Talvolta ricava l’immagine originale partendo da quella processata. In altri casi sfrutta gli effetti ottenuti dallo script come un pattern e passa alla post-produzione tramite programmi di grafica.” Negli ultimi due anni ha esposto a: Milano presso la Key Gallery e la Homemade Gallery, Treviso presso lo spazio espositivo Libreria Universitatia San Leonardo, Barcellona per l’OFFF Festival, nell’ambito della Digital Decade III, Miami all’Art Basel tramite l’associazione H+, Sidney presso la Galerie Pompom, Londra, per l’evento Digital Decade IV, presso la Underdog Art Gallery.

 

AZAMAT AKHMADBAEV (RU) http://akhmadbaev.tumblr.com/

Azamat Akhmadbaev (b.1991, Karačaevsk) è un visual artist che vive e lavora a San Pietroburgo è uno dei fondatori della rivista dontpostme e opera in molte discipline, tra cui pittura, fotografia, video and digital art(new media). Le sue numerose opere d’arte si sviluppano nello spazio dove la realtà si trasforma in iperrealtà: doppie esposizioni di immagini trovate, fake-melting, glitched flowers e decostruzione digitale di forme banali. Tutte queste manipolazioni aprono lo spazio con nuova luce e colori – lo spazio con (in-)visibili sogni, le paure, le passioni e peccati su immagini digitali o stampate. I suoi progetti in corso consentono di costruire un dialogo più profondo sul luogo dei nuovi media nell’arte contemporanea.

DOMENICO BARA (IT) http://akhmadbaev.tumblr.com/

Domenico Barra è un artista italiano esponente del movimento artistico conosciuto come Dirty

New Media. Lavora con diversi media digitali approcciando con spirito critico e tattico sia gli strumenti che le diverse culture condizio/nate dall’uso di computer e altri dispositivi connessi alla rete producendo numerosi lavori “at the speed of the internet”. I suoi lavori sono stati presentati su diverse pubblicazioni “internetional” come The Creators Project, Hyperallergic, ArtFCity, Digicult, Motherboard, Bullett Magazine. Le sue opere sono state esposte in diverse gallerie come la DAM Gallery di Berlino e la Transfer Gallery di New York.

 

Troy Ford (USA) http://purehoney.glitchartistscollective.com/

Troy Ford vive nel centro di Nowhere (Usa). La sua arte è influenzata principalmente dalla solitudine, da film horror degli anni ’70 – ’80 (in particolare Dario Argento e David Cronenberg), da droghe psichedeliche, dall’occulto e dal Satanismo. Troy apprende le tecniche glitch 3D usando text editors e spread-sheets come Blender e Photoshop ispirandosi anche al Cinema 4D. È comparso nelle riviste “Kalblut” (Berlino) e “Curve” (Libano) come ideatore del progetto Vice. Inoltre il suo lavoro è stato esposto nelle gallerie di Berlino, Londra, Minneapolis, New York, Los Angeles, Zagabria e Cracovia.

 

Jessica Anderson (SE) http://jandersdotter.tumblr.com/

Jessica A. È un artista svedese di 24 anni, lavora con differenti tecniche digitali ma durante gli ultimi mesi ha realizzato principalmente dipinti digitali formati da pixel ordinati. Questa tecnica crea immagini astratte e commoventi che somigliano al nulla, dalla pioggia battente alla fusione delle galassie. Per Jessica l’aspetto più importante della creazione di queste immagini è far sentire qualcosa all’osservatore, e mentre lavora in modo intuitivo è costantemente impegnata a raggiungere qualche tipo di impatto emozionale. I risultati sono colorate esplorazioni di come immagini e colori ci condizionano.

 

Michael Juntai (USA) http://cathoderetina.com/

Michael Jauntai (in arte CATHODE RETINA / Jauntai) è un videomaker sperimentale e fotografo proveniente dalla California (Stati Uniti). Il suo lavoro impiega l’uso di sintetizzatori video e monitor CRT per trasformare le sue fotografie in glitch art, ciò viene realizzato dall’artista tramite colorazione, distruggendo il segnale, tramite la creazione di loop, e trasformando i loop in gif. La sua creativà artistica prima si concentra sulla creazione dell’ opera poi distruggendo il tutto, l’ artista cerca di trovare la bellezza in tale distruzione, ponendosi in una suggestiva dimensione che oscilla tra ordine e caos. La sua prima serie [HAND STUDIES], è una serie incentrata sulla messa a fuoco delle mani e la loro capacità di trasmettere emozioni. Il suo secondo progetto, [ABSTRACT FORM], è un’esplorazione continua delle forme nude, che realizza impiegando le opere dello scultore / modello Alison Ye e dell’ artista Sorraya Houmani. Questa serie serve per mettere a nudo l’umanità e mostrarla nel suo più crudo aspetto attraverso la glitch art, che riesce in pieno ad esaltare il lato caotico e turbolento dell’ uomo. Entrambe le opere sono state esposte durante la prima edizione di Gifer a Torino nel nel Novembre 2016.

 

Dast (IT) https://www.behance.net/DastKid

David Vernaglione,in arte DAST ha intrapreso ormai da 3 anni un percorso di sperimentazione visiva. Non sapendo minimamente disegnare, ha dovuto trovare dei metodi alternativi per esprimersi: adora trasformare, distorcere, modificare, ed è dedito ad usare una pesante post-produzione in ogni suo lavoro. La sua principale fonte d’ispirazione trova luogo nell’immaginario Cyberpunk, in particolare da tutto ciò che riguarda il rapporto uomo-macchina di cui è profondamente attratto.

 

Chiara Cor (IT) https://www.behance.net/corradinic6191

Chiara Cor è legata alla cultura underground e al body horror. Amante del corpo in tutte le sue forme trova numerosa ispirazione dal cinema straniero, dall’arte in ogni sua forma e dalle personalità. Le piace sperimentare nuove sensazioni e provare a comunicarle attraverso qualunque tipo di strumento o tecnica, attualmente lo fa attraverso video e montaggio.

 

Manifesto delle Visioni Parallele (MDVP) nasce come evoluzione delle diverse esperienze maturate dai suoi fondatori. L’idea alla base è quella di un movimento, un pensiero di tutto ciò che comprende l’interpretazione vista in maniera diversa o, per meglio dire, una visione parallela di quelle che oggi sono le arti performative e di come e dove esse vengano fruite. Non esiste luogo, tempo, momento, tipo di arte che caratterizza questo manifesto, perché è proprio la non convenzionalità che spesso determina cosa sia arte o meno. Ecco quindi MDVP affetto da un alto grado di indipendenza non conforme ai modelli di pensiero, parole e azioni pronto a collocarsi in maniera del tutto trasversale, dove il contenitore principale non è più un luogo preciso, ma diventa tutto il contesto urbano. Attraverso l’utilizzo dei più canonici mezzi di comunicazione attuali, social wall, pagine facebook, websites, cercheremo di affiancare anche mezzi non convenzionali di promozione, per definire fin da subito la nostra missione. Eventi spot, serate, aperitivi, concerti, perfomance individuali e di gruppo, sono solo alcuni dei progetti che MDVP mira a realizzare.

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