L’opera è una videoinstallazione site-specific relativa alla fontana di Piazza Indipendenza, eccezionalmente spenta per l’occasione.
Le immagini prendono vita sotto forma di emissione di frequenze luminose, attraverso la video proiezione azimutale sulla fontana. La miscela composta dall’acqua presente, cui è aggiunta una serie di liquidi naturali come il latte, viene utilizzata come superficie di proiezione.
La fontana di Piazza Indipendenza, per la sua conformazione circolare ed ampia, assume in questo contesto l’aspetto di un pozzo metafisico, che si offre come base su cui gli artisti espongono, mediante l’uso di un proiettore posto perpendicolarmente, una varietà di immagini che si susseguono in una moltitudine di forme. Intesa come sostanza permeante il cosmo, non è un caso che Ether’ò venga volutamente associata al processo alchemico fondato sulla trasmutazione dei quattro elementi, dove le immagini vengono trasfigurate in una sostanza eletta quale è l’arte. Il ruolo dell’alchimia è quello di portare ordine nel caos, permettendo, come in questo caso, alle immagini di formarsi ed emergere.
L’installazione attraversa tre fasi distinte che spaziano tra diverse correnti artistiche: attraversando l’Iperrealismo, si oltrepassano i confini dell’Optical Art, fino a toccare il gusto della Poetica classico-ellenistica.
Le mutevoli immagini prendono forma su una superficie sostanzialmente d’acqua e latte: un territorio instabile dove le molecole, come le proiezioni, si destreggiano senza vincolo alcuno. Le forme prodotte, come partorite dalla sostanza creatrice di vita per eccellenza, ossia l’acqua, si propagano ed evolvono grazie al latte, simbolo di crescita e sviluppo.
Il risultato è un qualcosa che arriva allo spettatore in maniera del tutto personale, intima e soggettiva; ciascuno spettatore risulterà padrone della realtà che vorrà intravedere nell’opera, e quindi, non solo di credere, ma anche di creare la propria verità.
L’opera è stata presentata al Villaggio Globale in dicembre 2016, ed è stata ideata da Diego Labonia in collaborazione con Simone Palma. Insieme hanno dato vita alla manifestazione di Light Art RGB Light Festival, che si tiene a Roma presso il V Municipio.

Diego Labonia, in arte Dielab, cresce nell’era analogica tra transistor, cavi e musicassette, nutrendo un istinto digitale dal VIC20 in poi. La commistione di queste due tecniche, analogico e digitale, si connota di una forte spinta verso il topic della luce nelle sue forme installative. Dopo aver fondato LUCI OMBRE inizia a realizzare progetti di illuminazione urbana tra cui Radiolaser. L’esperienza nel settore continua con la direzione artistica del primo festival di light art a Roma, RGB Light Experience – Roma Glocal Brightness, in occasione del quale realizza l’installazione luminosa Specchio Riflesso.

Simone Palma concentra la sua ricerca nella realizzazione di scenografie digitali per il teatro e nell’esplorare il dialogo tra uomo e macchina nel contesto di una performance. Tra le videoproiezioni teatrali ricordiamo quelle per The Coast Of Utopia, Valse de Meduse, Citizen X e Phantasmagorica di TehoTeardo/MP5. Dal 2015 collabora con RGB Light Experience – Rome Glocal Brightness per il quale realizza il videomapping Stream of Life. Parallelamente all’attività artistica, si occupa di servizi di visualizzazione e animazione tridimensionale per diversi studi di architettura romani e di produzioni video indipendenti.

Pomezia Light Festival Ether'ò

Condividi! Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestEmail this to someoneShare on TumblrShare on LinkedInShare on Google+

Leave a Reply

Your email address will not be published.Email address is required.