Digital Graffiti

Matthieu Tercieux – Cart1

L’opera è un connubio tra Arte Digitale e Street Art. L’artista da vita a una forma d’arte paradossale in cui la dimensione intima e privata, rappresentata dallo strumento del PC – dove P naturalmente sta per “personal” – si interseca con quella spiccatamente pubblica, rappresentata dal graffito.
Nello specifico, l’opera mette in comunicazione i connotati della Street Art, nata e diffusasi nei sobborghi urbani tra i ceti di bassa estrazione, eludendo però il suo carattere di protesta, con la produzione digitale realizzata mediate programmi specifici, la quale trova solitamente posto in ambiti più consumistici. Essa è infatti utilizzata, ad esempio, nella grafica pubblicitaria, che poi ha dato il via alla Pop Art, ed alle attuali evoluzioni di quest’ultima, che sono ad esempio il neo-pop o il pop surrealism: non è un caso che ultimamente la Lowbrow art e l’arte dei writers condividano le tecniche digitali e spesso anche le forme estetiche. I punti di tangenza tra questi aspetti, solitamente precari se non assenti, trovano in questa opera un legame tanto forte quanto innovativo.
Il graffito digitale è effimero, da un lato per la sua natura virtuale, dall’altro per il fatto che l’artefice continua a disegnarne ed a cancellarne per tutto lo svolgimento dello spettacolo. Anche il graffito vero e proprio, dipinto sul muro ha la stessa caratteristica di impermanenza, poiché viene, nel peggiore dei casi, coperto dalla ridipintura uniforme al resto della parete, o, nel migliore dei casi, sostituito da una nuova scritta sovrapposta alla prima, che nel linguaggio specifico della street art è definita “tag”.
L’esecuzione, più simile a una performance che ad una realizzazione canonica, mostra l’artista nell’atto di trasferire sul surrogato digitale della tela, o meglio, del muro, un riflesso creativo simile al graffito propriamente detto. A livello tecnico, l’opera è realizzata mediante l’uso di un Pc, di uno specifico pennello per animazioni grafiche e di un proiettore. Collante di questi strumenti sono la mente e le mani dell’artista, che estende il suo campo d’azione lungo l’intero muro, plasmandolo con l’agire di tutto il corpo.
L‘opera è stata realizzata anche a Killart Festival 2016 (Barranquilla, Colombia).

Matthieu Tercieux si forma alla Scuola di Belle Arti di Mulhouse, nel dipartimento di Nuove tecnologie, dove segue i workshops promossi dal regista Georges Gagnère. Dopo la laurea l’artista si mette alla prova con le arti dello spettacolo sotto molte forme: teatro, danza, concerti, spettacoli di strada. È da circa 6 anni che utilizza la luce e le arti digitali come media principali. Molte delle sue opere sono state esposte in molti Paesi d’Europa ed in Sudamerica.
Cart’1, artista lionese, ha sperimentato per la prima volta la tecnica del graffito nel 1989. Dopo aver conseguito il diploma superiore in Arti Applicate, ha lavorato come graphic designer. Oggi è un versatile ed anticonformista artista del graffito, con una passione per le immagini in bianco e nero. Ha ottenuto la residenza d’artista al Abode of Chaos (vicino Lione) dal 2005. Al momento divide il suo tempo tra la Francia e la Colombia, dove organizza il « Killart street art festival » dal 2015.

Pomezia Light Festival - Digital Graffiti

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